Nastro Canadar (Fine Anni ’50) – Per Olivetti, nero fisso

Segnatura/Inventario:DV-ND-0061
Tipologia oggettuale:Nastro dattilografico
Denominazione/Marchio:Canadar
Autore/Produttore:Luigi Ragionieri
Geografia di produzione:Italia (Milano)
Cronologia:[1955-1959]
Destinazione d’uso:Scrittura meccanica; alloggiamento nastro dattilografico
Caratteristiche fisico-chimiche:Latta stagnata con rivestimento litografico stabile
Consistenza:Scatola (fondo e coperchio); bobina; nastro; etichetta
Materia e tecnica d’esecuzione:Latta, litografia; metallo, verniciatura; carta, stampa
Iscrizioni, Marchi e Contrassegni:– Coperchio: «Canadar» [marchio figurativo]; «Ragionieri»
– Fondo: «FABBRICA ITALIANA / CARTA E NASTRI DATTILOGRAFICI RAGIONIERI / MILANO»
– Etichetta: «BLU FISSO / Olivetti mm. 13»
– Etichetta: «GARANZIA / DI FABBRICAZIONE / N. 4 557»
Stato di conservazione:Buono; sigillato
Anno di ingresso:2026
Modalità di reperimento:Compravendita da privato
Oggetti digitali:Documentazione_brevettuale_Canadar_1954.pdf (Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 117534)

Documentazione_brevettuale_Canadar_1955.pdf (Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 121479)
Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 117534.
Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 121479.

1. Inquadramento Storico e Contesto Industriale

Il pezzo documenta e attesta la commercializzazione e la fornitura di accessori e consumabili d’alto livello per l’ufficio da parte della ditta di Luigi Ragionieri, solida realtà commerciale e distributiva operante a Milano. Sotto il profilo storico-economico, l’oggetto si inserisce pienamente nella fase di tumultuosa espansione e maturazione del mercato dei servizi legati alla comunicazione aziendale e alla contabilità meccanica che ha investito il tessuto industriale italiano durante il miracolo economico degli anni ’50.

La genesi legale, la titolarità e la complessa strategia di tutela commerciale del brand sono comprovate in modo inconfutabile dalla documentazione originale d’archivio custodita presso il Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato a Roma. La ditta milanese attuò infatti una precisa e sofisticata politica di gestione del marchio attraverso il deposito di due titoli legali paralleli, coesistenti e indipendenti che offrivano una doppia barriera di protezione contro i plagi:

  1. Il primo titolo, registrato con il Brevetto per marchio d’impresa N. 117534 rilasciato l’8 maggio 1954 (a fronte di una domanda depositata il 21 settembre 1953), tutelava il marchio in senso puramente denominativo, bloccando l’uso della parola nuda e cruda “CANADAR” a prescindere dalla sua veste grafica.
  2. Il secondo titolo, corrispondente all’esemplare in catalogo e registrato con il Brevetto N. 121479 rilasciato il 23 febbraio 1955 (domanda del 21 gennaio 1954), configurava un ulteriore “Primo Deposito” volto a tutelare il marchio figurativo complesso nella sua veste commerciale definitiva, comprensivo delle varianti grafiche a fondo pieno e del carattere corsivo dinamico “Canadar”.

Sotto il profilo del diritto industriale e della storia dell’amministrazione pubblica, l’incrocio tra i due attestati offre uno spaccato di straordinario interesse dogmatico, poiché fotografa in tempo reale la transizione burocratica italiana dal vecchio ordinamento corporativo nazionale verso l’armonizzazione dei mercati internazionali del dopoguerra. Mentre l’attestato del 1954 risulta ancora rubricato sotto la storica Classe 42 — categoria che il vecchio impianto del Regio Decreto n. 929/1942 riservava specificamente agli articoli di cancelleria e ai nastri dattilografici —, il successivo brevetto del 1955 recepisce tempestivamente gli effetti della Legge 10 aprile 1954, n. 129, che introduceva la classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi, migrando la medesima linea merceologica («Nastri dattilografici, carta carbonata, matrici per duplicatori, inchiostri da scrivere e per timbri…») nella nuova ed estesa Classe 16.

Questa evoluzione normativa, pur rimanendo confinata all’interno dei faldoni ministeriali dell’UIBM senza tradursi in contrassegni grafici o diciture esplicite sulla veste cartotecnica esterna del manufatto, blinda la cronologia amministrativa della ditta milanese, attestando come Ragionieri potesse utilizzare legalmente e indistintamente entrambe le tutele parallele. L’adozione di una veste grafica rigorosamente geometrica e a forte contrasto cromatico («arancione, nero, bianco») documenta il definitivo superamento degli stilemi figurativi delle decadi precedenti, abbracciando appieno le istanze del Modernismo e del graphic design industriale della seconda metà del Novecento. L’oggetto si colloca temporalmente a partire dal febbraio 1955, rappresentando un prezioso indicatore della fitta rete di produttori e distributori indipendenti che rifornivano le ditte e le Pubbliche Amministrazioni prima del definitivo avvento dei supporti plastici per la videoscrittura.


2. Materiali, Iconografia e Indicatori Diagnostici

  • Iconografia e Veste Grafica Esterna: La faccia superiore dell’astuccio in cartoncino presenta un impianto grafico di chiara matrice modernista, caratterizzato da un rigoroso razionalismo geometrico e da un forte contrasto cromatico. Il fondo del coperchio è decorato da una texture fine a micro-reticolo geometrico di colore azzurro-grigio, che funge da piano neutro per l’inserimento degli elementi cromatici vettoriali. La composizione visiva è dominata da una spessa banda rettangolare obliqua di colore nero opaco, disposta diagonalmente, all’interno della quale è impresso in caratteri lineari maiuscoli bianchi, di stile bastone e privi di grazie, il marchio “CANADAR”. Nella porzione inferiore destra, la banda nera è affiancata e bilanciata da un blocco cromatico rettangolare a fondo pieno di colore arancione/rosso acceso, che ospita la dicitura istituzionale “NASTRO DATTILOGRAFICO”, eseguita con i medesimi caratteri lineari disposti su un’unica riga. Questo assetto visivo risponde fedelmente alle specifiche e ai colori rivendicati formalmente a registro nel deposito ministeriale del 1955 («arancione, nero, bianco»).
    Marcatori Cartotecnici e Caratteri dei Fianchi: I fianchi dell’astuccio e il fondo [da completare con l’esame autoptico: mantengono la continuità della texture / presentano scritte o loghi sussidiari / mostrano il timbro del litografo]. Lo spessore del cartone e la tipologia di fustellatura indicano una produzione cartotecnica seriale standardizzata della metà del Novecento. Sul fianco laterale apribile [o fisso] sono impressi i dati logistici relativi alla compatibilità meccanica e chimico-merceologica, recanti [da completare con l’esame autoptico: l’indicazione del modello di macchina per scrivere, ad esempio “Per Olivetti”, e la specifica cromatica dell’inchiostro, ad esempio “nero fisso”]. Tali stampigliature, eseguite a impatto tramite punzone a inchiostro grasso, costituiscono un fondamentale marcatore cronologico e d’uso, attestando l’integrazione del prodotto nella rete di forniture compatibili per l’ufficio.
    Morfologia Interna e Riserva di Pertinenza: Il nucleo dell’astuccio ospita l’alloggiamento del nastro dattilografico. Sotto il profilo della diagnostica museale, la ricarica è [da completare con l’esame autoptico: interamente sigillata all’interno del suo involucro protettivo originale in foglio metallico goffrato / visibile e costituita da una bobina metallica a quattro fori / a nucleo pieno] [1.11]. La determinazione dello stato del supporto tessile (tessuto di cotone o seta) e del grado di inchiostrazione residua (essiccazione del legante oleoso) resta subordinata all’esame autoptico diretto del pezzo, al fine di sciogliere la riserva archivistica sulla pertinenza storica e sull’integrità del contenuto originale rispetto alla custodia esterna.

3. Stato di Conservazione Diagnostico

  • Componenti Metallici, Cellulosici e Vernici: La scatola è in buono stato di conservazione. Si riscontrano lievi e diffuse usure da sfregamento localizzate lungo gli spigoli esterni vivi della scatola che configurano alterazioni stabili e coerenti con l’età del pezzo, con le dinamiche di stoccaggio e con i processi storici di movimentazione in ambiente d’ufficio e di magazzino.
  • Integrità e Pertinenza: Il livello di integrità del lotto complessivo è da considerarsi totale e di grado massimo (fondo sigillato di magazzino). La tenuta delle etichette cartacee perimetrali attesta che il consumabile non è mai stato aperto né esposto all’atmosfera esterna, aumentando esponenzialmente il valore storico e documentario del pezzo all’interno del tuo Archivio.

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