Nastro Vela (Dalla metà degli Anni ’40 alla fine degli Anni ’50) – Per Olivetti

Segnatura/Inventario:DV-ND-0057
Tipologia oggettuale:Nastro dattilografico
Denominazione/Marchio:Vela
Autore/Produttore:[Manifattura ‘Ausonia’ di E. Amorosi e M. Pateracchi]
Geografia di produzione:[Italia (Milano)]
Cronologia:[1946-1959]
Destinazione d’uso:Scrittura meccanica; alloggiamento nastro dattilografico
Caratteristiche fisico-chimiche:Fibre di cellulosa pressate
Consistenza:Astuccio; bobina; nastro; involucro protettivo
Materia e tecnica d’esecuzione:Cartoncino, stampa; metallo verniciatura; tessuto, inchiostrazione; foglio metallico, goffratura
Iscrizioni, Marchi e Contrassegni:– Faccia superiore: [marchio figurativo] «NASTRO DATTILOGRAFICO / marca Vela»
– Fianco apribile inferiore: «OLIVETTI / nero fisso»
– Patta di chiusura interna del fianco apribile inferiore: «T. Termali-Milano»
Stato di conservazione:Buono
Anno di ingresso:2026
Modalità di reperimento:Compravendita da privato
Oggetti digitali:Documentazione_brevettuale_Vela_1931.pdf (Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 40597)

Documentazione_brevettuale_Vela_1946.pdf (Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 68293)
Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 40597.
Fonte: Ministero della Cultura – Archivio Centrale dello Stato, dataset “Marchi e Modelli” – Fondo UIBM, Reg. Gen. 68293.
Estratto dalla “Guida di Milano e provincia” di Savallo – Fontana, Vol. II, Edizione 60, Anno 1939·40. Copia digitale consultabile su Google Ricerca Libri

1. Inquadramento Storico e Contesto Industriale

Il pezzo documenta la commercializzazione e la fornitura di consumabili d’alto livello da parte della Manifattura “Ausonia” di E. Amorosi e M. Pateracchi (successivamente intestata a E. Amorosi e M. Pateracchi), ditta specializzata con sede a Milano. Sotto il profilo storico-industriale, questo esemplare rappresenta un eccellente esempio di transizione e di tutela del patrimonio industriale della prima metà del Novecento, la cui esistenza legale e commerciale è comprovata in modo inconfutabile dai registri ufficiali dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma.

Il marchio di fabbrica e di commercio “VELA” fu depositato originariamente al Regio Commissariato per gli attestati di privativa industriale di Milano nel giorno 15 giugno 1929 (assegnato al numero di Registro Generale 40597), per contraddistinguere specificamente carte carbonate, carte da ricalco, nastri per macchine da scrivere, carte preparate e inchiostri per macchine riproduttrici e articoli per dattilografia. Il successo commerciale del brand ne determinò la successiva domanda di rinnovo presentata in piena seconda guerra mondiale, il 13 maggio 1943 (che ha dato luogo al Brevetto per marchio d’impresa N. 68293), confermando la resilienza della manifattura milanese. L’impiego di una custodia quadrata in cartoncino teso rispondeva a canoni estetici e di confezionamento che, consolidatisi tra gli anni ’30 e ’40, si protrassero stabilmente fino agli anni ’50, prima che l’industria dei consumabili venisse totalmente assorbita o monopolizzata dalle case costruttrici di macchine per scrivere.

L’iconografia del veliero mercantile sul coperchio rafforza l’identità visiva della Manifattura “Ausonia”, evocando stabilità e sicurezza nel lavoro d’ufficio.


2. Materiali, Iconografia e Indicatori Diagnostici

  • Iconografia e Veste Grafica Esterna: La faccia superiore presenta una composizione figurativa complessa eseguita a pieno campo. L’apparato visivo mostra un veliero storico in navigazione in condizioni di mare formato, sormontato da un cielo policromo a tinte sature (giallo, ocra e grigio) che evoca un tramonto. Un elemento caratteristico del disegno depositato è rappresentato da una lanterna navale stilizzata, posizionata sulla balaustra del ponte del veliero, fungendo da fanale di navigazione. Il registro inferiore è delimitato da un cartiglio sagomato a fustella geometrica piana con bordura nera, contenente l’iscrizione tipografica istituzionale: «NASTRO DATTILOGRAFICO» in caratteri lineari grotteschi (bastone) e «marca Vela» in carattere gotico fraktur, coerente con le tendenze grafiche storiciste diffuse in Italia tra gli anni ’30 e ’40 del Novecento.
    Marcatori Cartotecnici e Dimensione Produttiva: Il fondo della scatola mantiene la continuità cromatica dell’illustrazione marina senza scritte sovrimpresse. La patta di chiusura interna del fianco apribile inferiore reca l’iscrizione lineare in inchiostro nero: «T. TERMALI – MILANO». L’incrocio filologico con la “Guida di Milano e provincia” di Savallo – Fontana (Vol. II, Edizione 60, Anno 1939·40), integrato con la decodifica della legenda dell’Indice Generale, permette di ricondurre univocamente il contrassegno al litografo Tancredi Termali, operante in Via privata Reggio, 3. La presenza della sigla fusa «PC» accanto al nominativo indica lo status legale e patrimoniale di “Proprietario di Casa”. Tale evidenza documentale restituisce il profilo di un professionista della stampa solido e radicato nel tessuto urbano milanese, proprietario dell’immobile in cui risiedeva o esercitava l’arte litografica, al quale la Manifattura Ausonia affidò la raffinata esecuzione a stampa dell’astuccio.
    Stampigliature di Finitura Commerciale: Sul fianco inferiore (spessore dell’astuccio) sono impressi a impatto, tramite punzone a inchiostro grasso, i dati logistici di magazzino disposti su due righe: «OLIVETTI / nero fisso». La parziale diffusione per capillarità dell’inchiostro nella fibra cellulosica conferma l’autenticità del timbro rispetto alla porosità del supporto.
    Morfologia Interna e Riserva di Pertinenza: Il nucleo interno ospita la bobina metallica il cui involucro protettivo costituito da un foglio metallico flessibile risulta storicamente aperto e manomesso. Di conseguenza, sotto il profilo dell’esame autoptico e della diagnostica museale, non sussiste l’assoluta certezza scientifica che la bobina metallica attualmente conservata all’interno corrisponda a quella inserita in fabbrica o che il nastro non sia stato sostituito in epoca successiva durante i normali cicli d’uso del consumabile.

3. Stato di Conservazione Diagnostico

Componenti Cellulosici, Metallici e Vernici: L’astuccio presenta una buona tenuta strutturale delle linee di piegatura. Lungo gli spigoli vivi esterni si registrano microscopiche abrasioni meccaniche con perdita localizzata dello strato pittorico impresso, configurando alterazioni stabili e coerenti con i processi storici di movimentazione e stoccaggio in ambiente d’archivio. Il foglio metallico che racchiude la bobina mostra evidenti segni di forzatura, lacerazione macroscopica e perdita definitiva della sigillatura cartacea perimetrale di fabbrica. Non si riscontrano fenomeni di ruggine perforante o esudazione distruttiva del legante oleoso.

Integrità: Il livello di integrità del lotto complessivo è da considerarsi parziale o condizionato. L’avvenuta apertura del contenitore interno impone una necessaria riserva archivistica sulla pertinenza storica del nucleo meccanico (bobina/nastro), configurando il rischio di una manipolazione o sostituzione postuma del materiale di consumo.

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