Libretto d’istruzioni Olivetti MP1 “Ico”

Segnatura/Inventario:DV-ED-0009
Tipologia oggettuale:Libretto d’istruzioni
Qualificazione/Genere:Manuale d’uso e di manutenzione
Autore della grafica:Xanti Schawinsky (1904-1979)
Committente:Ing. C. Olivetti & C. S.A., Ivrea (Italia)
Titolo oggetto:Olivetti Portatile – Libretto di istruzioni per il Modello MP1 (Ico)
Datazione:[1934-1938] (Datazione desunta dalla variante del logo ICO a scudetto azzurro e dalla ragione sociale S.A.)
Consistenza:1 documento (libretto brossurato con punti metallici, composto da 12 pagine numerate di testo + 1 tavola sinottica finale a tre ante ripiegata a soffietto)
Dimensioni:15,7 cm × 12,7 cm (Altezza × Larghezza)
Supporto:Carta naturale uso mano di medio spessore per le pagine interne; stampa tipografica bicolore e riproduzioni fotomeccaniche a mezzatinta
Stato di conservazione:Buono
Anno di ingresso:2024
Modalità di reperimento:Compravendita da privato
Regesto/Contenuto:Manuale d’uso ufficiale per la macchina portatile Olivetti MP1 (Ico). Contiene le istruzioni dettagliate per l’apertura della custodia, l’introduzione e l’allineamento del foglio, la regolazione di marginatori, interlinee e capoversi, l’uso dei tasti delle maiuscole e del libera-margine. Include le sezioni sulla manutenzione del nastro bicolore da 13 mm, le procedure di pulizia e una tavola finale a soffietto con due spettacolari vedute assonometriche numerate per l’individuazione dei componenti meccanici.

1. Inquadramento storico e contesto aziendale

Il presente opuscolo tecnico, edito a Ivrea nella seconda metà degli anni Trenta dalla Ing. C. Olivetti & C. S.A., rappresenta una delle primissime testimonianze di “letteratura di servizio” applicate a un bene di largo consumo privato in Italia. La macchina per scrivere portatile MP1 (Ico), introdotta sul mercato nel 1932 sotto la spinta innovatrice di Adriano Olivetti, richiedeva un radicale ripensamento della manualistica aziendale. Se i modelli da ufficio erano affidati a professionisti o a tecnici specializzati, la portatile entrava per la prima volta nelle case di scrittori, giornalisti e studenti. Questo manuale rispondeva alla necessità strategica di democratizzare la tecnologia d’ufficio, offrendo una guida testuale che rassicurasse l’acquirente privato sull’affidabilità e la semplicità di gestione della complessa meccanica di Ivrea, trasformando la dattilografia da competenza burocratica a pratica quotidiana.


2. Analisi iconografica e veste grafica

L’impianto grafico interno riflette la transizione dai rigidi canoni del Razionalismo ad una sobria eleganza funzionale. La pagina 1 riprende lo stilema della copertina, accostando il carattere lineare geometrico sans-serif del logotipo societario al corsivo fluido della parola “Portatile”, qui arricchito da una linea diagonale cianografica azzurra che funge da freccia direzionale verso il testo. Di straordinario impatto visivo è la tavola sinottica finale articolata su tre ante ripiegate a soffietto. Questa soluzione cartotecnica permette all’utente di mantenere aperto lo schema visivo della macchina affiancandolo alle pagine di testo durante la lettura delle istruzioni. Le due riproduzioni fotografiche in mezzatinta mostrano la Ico in vista zenitale frontale (Figura I) e con il cofano rimosso in vista posteriore (Figura II), con piccoli cerchi numerati disposti a raggiera che guidano l’occhio con assoluta chiarezza razionalista.


3. Aspetti cartotecnici e critica della stampa

Il libretto si presenta come un formato tascabile (15,7 cm di altezza × 12,7 cm di larghezza), rilegato con due punti metallici. Il supporto è costituito da una carta naturale uso mano di medio spessore, caratterizzata da un’evidente texture fibrosa e da un’ottima opacità che impedisce il passaggio dell’inchiostro sul verso. La tecnica di stampa è una stampa tipografica bicolore ad alta pressione (inchiostro nero d’osso e azzurro ciano) per le pagine di testo, mentre le figure complesse della tavola finale sfruttano cliché fotomeccanici fitti per la modulazione delle mezzetinte. L’analisi autottica rivela la qualità superba dei torchi di Ivrea: la pressione dei caratteri mobili in piombo ha impresso la carta in modo netto, garantendo una leggibilità nitida dei corpi tipografici piccoli, tipica della migliore editoria tecnica d’anteguerra.


4. Analisi della letteratura di servizio e specifiche tecniche

Il testo del manuale è un capolavoro di prosa tecnica prescrittiva e didattica, privo di fronzoli pubblicitari. Il lessico utilizzato è chiaro e geometrico: vengono codificate le azioni meccaniche fondamentali come il “Mettere a posto i marginatori”, l’“Allineare il foglio” e il cambio del nastro bicolore. Vengono esplicitate le tre interlinee disponibili, specificando che la posizione 3 serve “specialmente su carta da bollo (mm. 10)”, legando lo strumento alle necessità legali del professionista italiano. Di estremo interesse sociologico sono le raccomandazioni finali contenute nei “Consigli al Cliente” a pagina 12: l’azienda esorta all’acquisto esclusivo di nastri di marca originale ICO e ammonisce severamente l’utente con la frase “Non eseguite mai riparazioni da soli”, promuovendo la fidelizzazione alla rete capillare di filiali e meccanici autorizzati Olivetti.


5. Rarità e stato di conservazione

I libretti d’istruzione d’anteguerra completi della tavola a soffietto originale sono considerati reperti a rarità massima nel collezionismo olivettiano. A differenza delle macchine portatili, protette dalle loro custodie in legno, la manualistica cartacea veniva sistematicamente logorata dall’uso, macchiata dagli oli lubrificanti o smarrita durante i passaggi di proprietà. Lo stato di conservazione di questo esemplare è Buono: il libretto conserva una buona stabilità strutturale: i punti metallici sono saldi e la tavola a tre ante non presenta le tipiche fessurazioni da fatica o gli strappi lungo le piegature interne, preservando intatto il valore storico, documentario e collezionistico del corredo originale.

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