| Segnatura/Inventario: | DV-CC-0001 |
| Tipologia oggettuale: | Carta carbone |
| Denominazione/Marchio: | Olivetti |
| Autore della grafica: | Xanti Schawinsky (1904-1979) |
| Committente: | Ing. C. Olivetti & C. S.A. |
| Geografia di produzione: | Italia (Ivrea) |
| Cronologia: | [1930-1939] |
| Destinazione d’uso: | Per Olivetti |
| Caratteristiche fisico-chimiche: | Fogli dimensioni 21 ½ x 33 cm colorazione blu con inchiostro a base di oli. Nell’angolo superiore del foglio la marcatura anticontraffazione “OLIVETTI COP. 206” è impressa mediante perforazione meccanica a punti passanti |
| Consistenza/Supporto: | Scatola rettangolare in cartone pressato |
| Materia e tecnica d’esecuzione: | Cartotecnica industriale. Contenitore impresso bicolore mediante stampa tipografica fotomeccanica. La superficie esterna presenta una composizione grafica basata sulla tecnica del fotomontaggio, caratterizzata dall’accostamento a contrasto di un ritratto fotografico femminile e della macchina portatile MP1, con il logotipo “OLIVETTI” in lettere capitali contornate sul margine inferiore |
| Stato di conservazione: | Discreto |
| Anno di ingresso: | 2026 |
| Modalità di reperimento: | Compravendita da privato |
Confezione originale di Carta Carbone Olivetti “COP. 206” (Circa 1934-1935) – grafica “Portatile MP1” di Xanti Schawinsky e foglio originale blu con marcatura perforata






1. Inquadramento storico e contesto aziendale
Il presente lotto, datato alla metà degli anni Trenta del Novecento (c. 1934-1935), documenta l’estensione dello “Stile Olivetti” all’universo dei consumabili d’ufficio e della cancelleria complementare. Sotto l’impulso manageriale di Adriano Olivetti, la casa di Ivrea comprese che l’identità del marchio non doveva esaurirsi nella produzione delle macchine per scrivere, ma doveva presidiare ogni strumento della scrittura meccanica. La confezione originale di carta carbone “COP. 206” dimostra la volontà di scardinare il monopolio delle grandi case estere (come Pelikan o Kores), offrendo una linea di prodotti di consumo coordinati alla neonata macchina portatile MP1 (Ico), intercettando le necessità di copia simultanea della nascente burocrazia e della clientela privata italiana.
2. Analisi iconografica e linguaggio visivo di Xanti Schawinski
La veste grafica della confezione, curata dal celebre designer del Bauhaus Xanti Schawinski, costituisce una pietra miliare della storia della grafica pubblicitaria italiana. L’impianto visivo si distacca radicalmente dalle grafiche tradizionali d’anteguerra per abbracciare l’avanguardia del fotomontaggio di matrice costruttivista. La superficie è dominata dall’accostamento a contrasto tra un rigoroso ritratto fotografico virato in bianco e nero di una donna sorridente e la sagoma della macchina portatile MP1. Questo binomio visivo scardina l’associazione burocratica-maschile della scrittura d’ufficio, eleggendo la macchina e i suoi consumabili a moderni alleati del lavoro intellettuale e dell’emancipazione femminile. Sul margine inferiore, spicca il logotipo “OLIVETTI” in lettere capitali geometriche contornate ad alto impatto visivo.
3. Aspetti cartotecnici e critica del supporto e della stampa
Dal punto di vista materiale, l’oggetto è costituito da una scatola rettangolare in cartone pressato liscio a due corpi (fondo e coperchio), stampata bicolore mediante tecnica tipografica fotomeccanica ad alta pressione (nero d’osso e rosso vermiglio). Il supporto garantiva la perfetta planarità dei fogli e la protezione dall’umidità ambientale. Di straordinario pregio filologico è il foglio originale interno superstite, caratterizzato da una colorazione blu intenso data da una sofisticata mescola chimica di inchiostro a base di oli e pigmenti cerosi stesi su un supporto cartaceo ultrasottile.
4. Diagnostica tecnica e marcatura anticontraffazione
Sotto il profilo della diplomatica industriale e della diagnostica dell’oggetto, l’elemento di massimo rilievo scientifico risiede nell’angolo superiore del foglio di carta carbone. La marcatura “OLIVETTI COP. 206” non è semplicemente stampata, ma è impressa mediante perforazione meccanica a punti passanti. Questa tecnica costosa e sofisticata fungeva da sigillo di garanzia e marcatura anticontraffazione, assicurando all’acquirente che il foglio fosse approvato e distribuito dalla casa di Ivrea secondo rigorosi standard di fabbrica, possedendo l’esatta grammatura e capacità di trasferimento chimico necessarie per non impastare i caratteri in piombo della portatile MP1.
5. Rarità e stato di conservazione
Nel panorama del collezionismo olivettiano d’anteguerra, una confezione originale di carta carbone COP. 206 con grafica MP1 di Schawinski si configura come un reperto ad altissima rarità e rilevanza museale. Se le macchine MP1 sono conservate in migliaia di esemplari, le scatole di carta carbone subivano un tasso di distruzione totale una volta esauriti i cento fogli interni. Lo stato di conservazione del presente esemplare è Discreto: la scatola in cartone mostra i fisiologici segni del tempo e abrasioni marginali che non inficiano la leggibilità del fotomontaggio, mentre il foglio perforato interno congela intatta la tecnologia chimica della scrittura degli anni Trenta.
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