
Inquadramento Storico e Contesto Editoriale:
Il presente lotto arricchisce la sezione “Periodici” con un documento di straordinario rilievo per la storia del design e della cultura d’impresa italiana: il Numero 37 (Maggio 1956) di “notizie olivetti”.
Nata come evoluzione diretta e ampliamento concettuale del mensile interno “il cembalo scrivano”, questa testata – curata dall’Ufficio Stampa della Ing. C. Olivetti & C. S.p.A. sotto la direzione responsabile di Libero Bigiaretti – si configura come un bollettino informativo e culturale a tiratura riservata, destinato al personale d’ufficio e alle maestranze dello stabilimento di Ivrea e delle sue filiali globali.

Analisi Estetica e Grafica di Copertina:
La copertina è dominata dalla riproduzione in inchiostro nero di un disegno infantile raffigurante un trenino stilizzato, composto da una motrice a vapore fumante e un vagone, sormontato da un secondo schizzo che rappresenta una casa. Come esplicitato nella nota interna della rivista, la scelta del disegno non è casuale: essa trova il suo significato in un interessante articolo interno sulla storia e lo sviluppo delle ferrovie. Inoltre, l’articolo viene pubblicato in omaggio e in raccomandazione dell’Associazione Stampa Aziendale, in vista del VII Convegno Nazionale della Stampa Aziendale tenutosi il 9 giugno 1956 presso lo stabilimento Olivetti di Pozzuoli.
Studio e Contenuti delle Pagine Interne:
1. Il Sommario e la Vita Societaria (Verso di Copertina):
Il colophon e l’indice generale svelano la fitta rete di relazioni culturali, industriali e internazionali che animava la comunità Olivetti alla metà degli anni ’50:
- Formazione e Avanguardia Umanistica: Spicca a pagina 1 l’approfondimento sul Servizio Centrale Addestramento Personale (S.C.A.P.), volto a preparare i giovani operai alle sfide tecniche e civiche del futuro aziendale, subito seguito a pagina 26 dal saggio critico dedicato alla pittura di Roberto Melli, a ulteriore convalida del legame viscerale della ditta con i massimi esponenti dell’arte figurativa italiana.
- Sviluppo Tecnico e Territorio: Si segnalano il dettagliato reportage d’officina sulla Lexikon 80 intitolato “La macchina per scrivere dalla A alla Z” (pagg. 10-13), le cronache sulla presenza commerciale estera con l’esposizione di Chicago (pag. 18), le recensioni urbanistiche in biblioteca (pag. 28) e le analisi della medicina del lavoro (“Impressioni di un medico sulla nostra fabbrica” a pag. 36), che evidenziano l’eccezionale salubrità del modello di fabbrica canavesano.
2. Pagine 10-13: Meccanica d’Officina – “La macchina per scrivere dalla A alla Z”
Questo approfondito servizio monografico costituisce un reportage fotografico e documentale di straordinaria precisione tecnica sul ciclo di montaggio e lavorazione della celebre macchina da scrivere per ufficio Olivetti Lexikon 80, disegnata da Marcello Nizzoli.
- L’Apparato Iconografico e Testuale: Il servizio si sviluppa attraverso una sequenza ravvicinata di fotografie d’epoca in bianco e nero che catturano i gesti degli operai lungo i trasportatori a nastro dei reparti industriali. Vengono scompose minuziosamente le singole stazioni di assemblaggio: la saldatura dei singoli caratteri in lega sul cestino delle leve tramite cannello a fiamma e gocce di stagno fuso; il montaggio geometrico del carrello nelle sue componenti di guida fissa e mobile; il controllo millimetrico del parallelismo e della centratura del rullo di gomma operato per mezzo di comparatori di precisione.
- Il Collaudo Finale: Le pagine documentano infine le rigorose prove funzionali prima della vestitura della carrozzeria. Squadre di dattilografe collaodatrici sottopongono ogni macchina alla prova finale di scrittura, battendo su tastiere universali o speciali (comprendenti caratteri speciali, scientifici o alfabeti esotici tra gli oltre 200 tipi di tastiere prodotti) per verificare il cinematismo, l’interlinea, l’allineamento perfetto e lo scatto netto del campanello di fine riga sul carrello da 260 spazi (pari a 70 cm di lunghezza).




Stato di Conservazione:
Il fascicolo cartaceo originale del 1956 si presenta in buone condizioni conservative. I testi e le tavole fotografiche interne stampate su carta patinata sono perfettamente nitidi, puliti e stabili. Si riscontrano esclusivamente minimi segni del tempo legati alla manipolazione:
Pagine Interne: I fogli interni mantengono una notevole freschezza del supporto, con una totale assenza di strappi, scritte d’epoca postume, fessurazioni nella rilegatura a punti metallici o lacune nel testo, conservandosi leggibili al 100% in ogni sezione.
Copertina: Il piatto anteriore della brossura mantiene la sua perfetta planarità originale. Il pigmento rosa antico dello sfondo e l’inchiostro nero del disegno centrale e del logo sono vividi, saturi e privi di sbiaditure indotte dalla luce. Si ravvisano unicamente una leggera ombreggiatura da polvere storica e microscopiche sgranature superficiali della fibra cartacea lungo la linea del dorso e in corrispondenza degli angoli perimetrali.
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