Depliant pubblicitario Olivetti Lettera 32 – (1965)

Segnatura/Inventario:DV-ED-0006
Tipologia oggettuale:Lettera circolare
Qualificazione/Genere:Materiale pubblicitario
Autore/Committente:Ing. C. Olivetti & C. S.A., Ivrea (Italia)
Titolo oggetto:Lettera commerciale per l’acquisto rateale della “Lettera 32”
Datazione:[Ottobre 1965] (Datazione desunta esplicitamente dal testo d’accompagnamento commerciale e dai piani tariffari postali dell’epoca)
Consistenza:1 documento (foglio singolo fustellato, stampato fronte/retro, comprensivo di notifica di adesione destinata ad essere ritagliata)
Dimensioni:37,7 cm × 20,9 cm (Altezza × Larghezza)
Supporto:Carta naturale uso mano di medio spessore; stampa tipografica a colori con fustellatura
Stato di conservazione:Buono
Anno di ingresso:2026
Modalità di reperimento:Compravendita da privato
Regesto/Contenuto:Lettera circolare promozionale e veicolo commerciale della Divisione Macchine Portatili Olivetti (spedito dalla sede di Via Clerici 4, Milano) destinato alla classe media italiana per la promozione della macchina per scrivere portatile Lettera 32 (progetto meccanico di Adriano Menicanti sotto la guida di Natale Cappellaro, su design di Marcello Nizzoli). Il fronte reca una lettera d’accompagnamento istituzionale improntata allo “Stile Olivetti”, con l’offerta di un corredo omaggio (cartella con carta da lettere, buste e carta carbone). Il retro illustra le specifiche commerciali, le opzioni di carattere disponibili (Eletto o Pica) e la custodia in tessuto plastico. Include una scheda di adesione con annesso bollettino di conto corrente postale pre-compilato intestato alla sede di Ivrea per l’acquisto rateale (prezzo totale di 43.750 lire).
Allegati:1 bollettino di conto corrente postale (modello standard PT), a quattro sezioni, pre-compilato a stampa con l’indirizzo della sede Olivetti di Ivrea.

Prospetto pieghevole con bollettino postale per l’acquisto rateale della “Lettera 32” (Ottobre 1965)

Immaginate di essere nell’ottobre del 1965. Aprite la cassetta della posta e trovate una busta elegante proveniente da Via Clerici 4, Milano. Dentro non c’è una semplice pubblicità, ma un invito a fare un salto nel futuro. La Divisione Macchine Portatili della Olivetti vi sta offrendo l’oggetto del desiderio di un’intera generazione: la Lettera 32. E vi dice che potete averla subito, a casa vostra, pagando poco più di tremila lire al mese. Senza interessi. Questo eccezionale inserto pieghevole, miracolosamente conservato integro e mai compilato, è una fotografia perfetta del miracolo economico italiano, di una strategia di marketing geniale e di un design che avrebbe fatto la storia.

Fronte
Retro

Il Fronte: L’eredità commerciale dello Stile Olivetti La lettera d’accompagnamento inizia con un tocco di classe assoluto: “Egregio Signore, non crediamo sia il caso di illustrarLe l’utilità di una buona macchina per scrivere portatile…”. Non c’è aggressività commerciale, c’è rispetto per l’intelligenza del cliente. Per convincervi del tutto, Olivetti vi fa un omaggio: un’elegante cartella coordinata con carta da lettere, buste e l’immancabile carta carbone per le copie.

Il Retro: La seduzione del Design La prima cosa che colpisce lo sguardo è quella prospettiva aerea della Lettera 32. Quel colore verde-azzurro metallizzato che oggi chiamiamo teal, ma che all’epoca era semplicemente il colore della modernità. Il depliant si rivolgeva a tutti: lo studente universitario, il professionista, la famiglia. Nella parte inferiore, l’acquirente poteva persino “cucirsi addosso” la macchina, scegliendo tra il carattere Eletto (elegante e aristocratico) o il classico Pica. Il prezzo? 43.750 lire tutto incluso (circa 500 euro di oggi), compresa la leggendaria custodia in tessuto plastico.

Fronte
Retro

Il Bollettino Postale: Il sogno diventa accessibile. Con un anticipo di 3.450 lire e 13 rate mensili da 3.100 lire, la Lettera 32 entrava nelle case della classe media. Questo modulo, stampato con precisione geometrica e pre-compilato con l’indirizzo della sede di Ivrea, rende l’idea di quanto l’acquisto a rate sia stato il vero motore della diffusione della dattilografia in Italia.

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