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| Segnatura/Inventario: | DV-ED-0008 |
| Tipologia oggettuale: | Cartolina |
| Qualificazione/Genere: | Materiale pubblicitario |
| Autore/Committente: | Ing. C. Olivetti & C., Ivrea (Italia) |
| Titolo oggetto: | Cartolina pubblicitaria Olivetti Modello M20 |
| Datazione: | [22 Maggio 1923] (Datazione topica desunta dal timbro postale di partenza dell’Ufficio di Firenze Ferrovia) |
| Consistenza: | 1 documento (esemplare viaggiato per posta, provvisto di affrancatura e timbri di transito) |
| Dimensioni: | 13,7 cm × 8,9 cm (Altezza × Larghezza) |
| Supporto: | Cartoncino; stampa tipografica bicolore |
| Stato di conservazione: | Buono |
| Anno di ingresso: | 2025 |
| Modalità di reperimento: | Compravendita da privato |
| Regesto/Contenuto: | Cartolina promozionale ufficiale della rete di vendita Olivetti, spedita dall’agenzia fiorentina Damiani & Giorgio al Comune di Chiusdino per l’invio del catalogo della macchina per scrivere M20. Il fronte reca un’illustrazione allegorica a due colori di stampo autarchico (braccio con polsino tricolore che trattiene monete d’oro entro i confini nazionali respingendo la valuta estera) accoppiata a un testo che invita al risparmio patriottico tramite l’acquisto di prodotti nazionali. Il retro presenta l’indirizzo del destinatario interamente dattiloscritto d’epoca tramite macchina per scrivere e risulta affrancato con un valore da 10 centesimi della serie “Leoni” (tariffa stampe) |


1. Inquadramento storico
La cartolina promozionale, datata maggio 1923, costituisce un prezioso documento storico che testimonia la prima grande campagna di penetrazione commerciale coordinata dalla Ing. C. Olivetti & C. di Ivrea sul territorio nazionale. Nel primo dopoguerra, il mercato italiano delle macchine per scrivere era quasi interamente dominato dai colossi industriali statunitensi, in primis Underwood e Remington. In questo contesto, Camillo Olivetti intuì che per imporre il proprio Modello M20 era necessario aggredire il settore della Pubblica Amministrazione e degli enti locali. La presente cartolina, spedita dall’agenzia concessionaria partner Damiani & Giorgio di Firenze al Municipio di Chiusdino, riflette una precisa strategia di marketing istituzionale: sfruttare la leva del risparmio economico e dell’orgoglio manifatturiero nazionale come argomenti di vendita prioritari, anticipando di un decennio i temi della retorica autarchica che avrebbero caratterizzato l’industria italiana degli anni Trenta.
2. Analisi iconografica e veste grafica
Il fronte del documento si distingue per un impianto visivo dicromatico potente e immediato, tipico del cartellonismo d’impresa dei primi anni Venti. L’illustrazione allegorica (tipica della produzione cartellonistica interna della prima Direzione Pubblicità Olivetti guidata dallo stesso Camillo) mette in scena una vera e propria barriera doganale simbolica. Un braccio robusto, serrato da un polsino tricolore che identifica inequivocabilmente l’Italia, trattiene un manipolo di monete d’oro all’interno dei confini ideali del Paese. Con un gesto perentorio, il braccio nazionale respinge una mano straniera, la cui manica a strisce bianche e rosse evoca la bandiera degli Stati Uniti, simbolo dell’egemonia commerciale d’oltreoceano. Il testo d’accompagnamento ammonisce il destinatario: “È inutile regalare del danaro agli stranieri acquistando a caro prezzo delle macchine per scrivere estere. Voi potete spendere molto meno adottando l’insuperata Olivetti (modello M. 20)”. La sintesi visiva traduce perfettamente l’istanza industriale: la scelta di una macchina per scrivere non è solo un atto burocratico, ma un dovere patriottico ed economico.
3. Aspetti filologici e storia postale
Sotto il profilo della storia postale, il verso della cartolina offre elementi di assoluta certezza cronologica e documentaria. L’esemplare risulta affrancato con un singolo francobollo da 10 centesimi rosso della serie ordinaria “Leoni” del Regno d’Italia. Questa specifica affrancatura è filologicamente perfetta: nel maggio del 1923, la tariffa postale ridotta per l’invio di “Stampe” (purché prive di comunicazioni manoscritte private e contenenti esclusivamente testi promozionali a stampa) era esattamente di 10 centesimi. Il bollo a cerchio semplice dell’Ufficio Postale di FIRENZE FERROVIA, datato 22 Maggio 1923, imprime la data topica di partenza del documento, mentre il timbro di arrivo CHIUSDINO (SIENA) del 23 Maggio 1923 certifica il completamento del ciclo di viaggio in sole ventiquattro ore, qualificando il supporto come un’unità d’archivio postale integra e genuina.
4. La prova dattilografica
L’elemento di massimo interesse per la storia della scrittura meccanica risiede nelle modalità di compilazione dell’indirizzo del destinatario sul retro. Il testo “Spettabile MUNICIPIO di CHIUSDINO” non è stato scritto a mano, ma digitato direttamente tramite una macchina per scrivere d’epoca. L’esame autottico dei caratteri rivela il passo e la cinematica tipici del carattere di tipo Pica a 10 caratteri per pollice. L’ottima definizione dei singoli grafemi, l’assenza di sbavature d’inchiostro e la perfetta linearità della scrittura dimostrano l’efficienza della macchina in dotazione alla filiale toscana della rete di distribuzione Damiani & Giorgio, presumibilmente una Olivetti M20 o M1 aziendale. Questo dettaglio trasforma la cartolina da mero veicolo pubblicitario a vera e propria “prova sul campo”: la macchina per scrivere reclamizzata sul fronte ha materialmente generato il testo sul retro, mostrando in modo diretto al potenziale acquirente pubblico la qualità tecnologica del prodotto di Ivrea.
5. Rarità e stato di conservazione
Nel panorama del collezionismo cartotecnico legato al marchio Olivetti, la cartolina si configura come un reperto ad alta rarità. Se i manifesti e i cataloghi di grande formato venivano spesso distrutti o aggiornati, le cartoline commerciali dirette ai piccoli comuni si sono salvate solo in rarissimi casi all’interno dei faldoni d’archivio municipali. Lo stato di conservazione del documento è Buono: il cartoncino ha mantenuto la sua originaria compattezza strutturale, esibendo una naturale e omogenea patina avorio dovuta al tempo, priva di fioriture da umidità o acidità della carta. La perfetta integrità degli angoli e la nitidezza dei timbri postali e dell’affrancatura aumentano sensibilmente il valore filatelico e storico-industriale di questo centenario capolavoro della dattilografia italiana.
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